Il Coordinamento Ambientale Tuscia ringrazia la Regione e tutti i rappresentanti del territorio. “Quando la politica reale si mette in moto, i cittadini vincono”
Una vittoria storica per la Tuscia, per la popolazione e per l’intero ecosistema locale.
Il Consiglio dei Ministri ha revocato il via libera precedentemente concesso ai 13 aerogeneratori del mega parco eolico “Energia Viterbo”, un progetto faraonico che avrebbe dovuto sorgere nei territori tra Viterbo, Montefiascone e Celleno, e che minacciava di alterare profondamente l’identità paesaggistica, storica ed economica di un’area ad altissima vocazione agricola, naturalistica e turistica.
Il Coordinamento Ambientale Tuscia (CAT), a nome della popolazione e delle imprese agricole, turistiche e ricettive, esprime il suo più profondo e sentito ringraziamento al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha reso possibile questo straordinario risultato e rivolge un ringraziamento speciale alla squadra istituzionale del territorio che ha mediato con fermezza ed efficacia presso il Consiglio dei Ministri: l‘Onorevole Mauro Rotelli (Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera), il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lazio Daniele Sabatini, l’Assessore al Bilancio e all’Agricoltura Giancarlo Righini e il Presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio, Giulio Zelli.
Un contributo fondamentale a questo successo è arrivato anche dall’ amministrazione provinciale, dai sindaci del territorio e dalle forze di opposizione in consiglio regionale, il cui impegno è stato decisivo nell’alimentare e mantenere altissima la pressione mediatica sulle testate giornalistiche locali, dando voce e forza alle istanze della comunità.
La forza della mobilitazione: da Montefiascone a Palazzo Chigi
Questo straordinario risultato è il frutto di una massiccia mobilitazione, partita dal basso e culminata nell’assemblea pubblica dello scorso 28 marzo alla Rocca dei Papi di Montefiascone, promossa dalle associazioni, dai comitati di tutela del territorio, dalle rappresentanze delle associazioni agricole e turistiche. In quell’occasione si respirò un’armonia straordinaria e senza precedenti tra tutte le forze politiche, economiche e sociali della provincia di Viterbo, unite da un unico, fermo obiettivo: dire stop all’assalto selvaggio del territorio da parte dei gruppi che vorrebbero trasformare la Tuscia in un hub di energie rinnovabili industriali a fini speculativi.
Quell’evento ha dimostrato concretamente che quando le classi politiche, economiche camminano a fianco dei cittadini e dell’associazionismo, l’unione si trasforma in un formidabile motore di benessere e di tutela per le comunità locali.
La Tuscia ha già dato: saturazione delle linee e obiettivi 2030 ampiamente centrati
Come già ribadito in molte occasioni, la posizione del Coordinamento Ambientale Tuscia non è mai stata un “no” ideologico o pregiudiziale alle fonti rinnovabili, ma una richiesta di pianificazione, equilibrio ed equità. La Tuscia rappresenta il cuore dell’ agricoltura e dell’agriturismo laziale: con 540 aziende ricettive attive sulle 1.300 totali, esprime il 42% del comparto regionale, garantendo tra i 2.300 e i 2.500 occupati fissi, che raddoppiano in alta stagione; di contro, la provincia di Viterbo concentra l’85% della produzione energetica da fonti rinnovabili dell’intero Lazio; un massiccio e disordinato assedio che ha generato, tra le altre cose, un grave problema di saturazione delle linee di trasporto elettrico, con il paradosso di produrre una quantità di energia sproporzionata che la rete non è in grado di assorbire e distribuire, ma che viene comunque retribuita alle società.
“Uniti si vince,” conclude il Coordinamento Ambientale Tuscia. “Chiediamo alla Regione Lazio di procedere spedita con la stessa fermezza per salvaguardare Bagnoregio, Ischia di Castro, Tuscania, Canino, Onano, Grotte di Castro, Valentano, Latera, Farmese, Montalto di Castro e tutti i territori sotto attacco, affinché i criteri di saturazione e il principio di equa distribuzione territoriale diventino la barriera definitiva contro ogni futura speculazione.”
Coordinamento Ambientale Tuscia (CAT)
